Jean Piaget

Jean Piaget

Jean Piaget (1896-1980) nasce a Neuchâtel in Svizzera. In vita si occupa di biologia, psicologia, pedagogia e filosofia. Si laurea in scienze naturali e insegna diverse discipline in varie università svizzere. Il suo interesse verso la volontà di comprendere e spiegare il pensiero infantile, analizzando e studiando lo sviluppo intellettivo e linguistico, nacque osservando lo sviluppo dei suoi tre figli.

Tramite il metodo clinico (osservazione controllata), unito alla formulazione di domande specifiche o assegnazione di compiti ai bambini, Piaget mirava così a svolgere un’indagine scientifica sulle proprie ipotesi. I primi studi di Piaget si incentravano sul linguaggio prendendo come campione bambini tra i 3 e i 13 anni, in quanto riteneva che nel linguaggio ci fosse il riflesso della logica del pensiero. Di base per Piaget lo sviluppo si muove attraverso sul superamento di quattro stadi dello sviluppo che rientrano in parametri temporali fissi. Piaget non considera l’influenza del contesto, cosa che verrà successivamente criticata da Vygotskij.

Stadio senso-motorio (0-2 anni)
Qui troviamo i riflessi innati, come pianto e suzione, dai quali poi il bambino inizierà a sviluppare coordinazione visuo-motoria. In questo periodo di forma la “permanenza dell’oggetto” che dimostra come il bambino possieda una rappresentazione mentale dell’oggetto anche quando questo non è presente.

Altri esempi di riflessi neonatali istintivi sono quello di Moro (il bambino inarca il corpo e sigilla i pugni attorno un oggetto in risposta a qualcosa che lo ha fatto sobbalzare) e riflesso di Babinski (si ottiene strisciando una punta smussata sulla pianta del piede, dal tallone alle dita, queste ultime si fletteranno come per chiudersi).

Stadio preoperatorio (2-7)
Si suddivide in due fasi: la prima è la fase pre-concettuale dove troviamo il gioco simbolico in quanto il bambino inizia a organizzare per categorie gli oggetti. Successiva vi è la fase del pensiero intuitivo, dove la coordinazione per categorie aumenta. In questo stadio il bambino impara a “manipolare la realtà” tramite la rappresentazione simbolica.

Stadio operatorio concreto (7-12 anni)
Si sviluppa la capacità di fare operazioni mentali e ragionare su concetti della realtà, come il peso, il volume… In questo stadio si acquisisce il “principio di conservazione” ovvero il bambino inizia a comprendere che la quantità non dipende dalla forma (es. stessa quantità di liquido in diversi in contenitori).

Stadio operatorio formale (12-16 anni)
Questo è lo stadio del pensiero adulto dove il bambino inizia a compiere operazioni mentali astratte tramite l’uso di concetti simbolici, il suo sviluppo massimo si ha con il ragionamento scientifico ipotetico-deduttivo (che consente di compiere operazioni logiche su premesse ipotetiche e di ricavarne le conseguenze appropriate).

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• MayVe •

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