MayLOG: 1812.23

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Sul social blu vedo che una nostra vecchia conoscenza ha aggiornato l’immagine di profilo. Lei: raggiante, corona d’alloro e fiorellini bianchi, il figlio sorridente in braccio. Scorro la sua pagina, informazioni di contatto, lavoro e istruzione. L’ennesima mia conoscenza che finisce per studiare arte. Quella piccola punta d’invidia torna a scavare, lacerando le carni, il dolore sovrasta l’urlo nella nostra mentre e soccombe lieve alla mura preghiera di commiato per il percorso che non abbiamo potuto intraprendere. Certo, direte, se uno nasce per l’arte può farla anche dispiegando le ali in altri settori; eppure, vi dico, c’è qualcosa di così melanconico e nel contempo buffo nell’accettare che ora ti sei impelagata in un percorso di vita impegnativo e non è la volontà a mancare ma tempo e risorse. Immagino già i cori a strillare che non c’è un tempo per fare le cose, gli stessi cori che strepitano felici quando un ragazzo si laurea prima del tempo sacrificando passioni e tempo libero, gli stessi cori che ammutoliscono davanti il suicidio per disperazione e sussurrano che non si deve mentire per andare avanti. Sul social blu entro solo ogni tanto. Le nostre scelte di vita, scelte che ci rendono orgogliose di quello che facciamo, sono derivate dall’imposizione del volere altrui. L’unica fortuna è aver trovare nell’imposizione qualcosa che amiamo.

Cercando di guardare al bicchiere mezzo pieno: in un futuro faremo arte, abbiamo solo preso il cammino panoramico per giungere alla meta anziché quello diretto e consueto seppur malagevole.  

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• MayVe •

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