Dreamy and soft, come le energie dopo la recente congiunzione tra Venere e Marte. Quest’anno passato è stato l’ennesimo segnato da un ulteriore cambiamento nel percorso di vita. Da piccoli sentiamo la costante e pressante richiesta da parte degli adulti, conosciuti e non, di sapere già cosa “vogliamo fare da grandi”. Poi toccati i 20 stiamo colle stesse rosee certezze del futuro che s’abbracciavano ai marinai dell’Andrea Doria mentre questa, squarciata, s’annegava tra le acque di Nantucket. Cosa vuoi fare da grande? Il biologo marino. Cosa farai da grande? L’artista. Cosa fai da grande? L’insegnante d’inglese.
L’ammissione di sentimento — diversa dalla manifestazione — è uno stato non troppo dissimile dall’introduzione tonale tra gli Alcolisti Anonimi: volevo morire. Non ho sentito Victor, non ho capito Victor. “Volevo morire, sparire. Una convinzione così forte e radicata da avermi condotto solo alla messa in atto di condotte negative (condotte negative, tu pensi: con-dotte = con criterio, con testa // condotte negative: farsi male volontariamente) no! condotte → condotta, singolare femminile → condotto, singolare maschile, dal latino condŭctum, der. di conducĕre «condurre», part. pass. conductus — s. f. [der. di condurre, nei varî sign. del verbo]. Immagina: Dotto dei 7 nani ma portato sottobraccio come una baguette: Biancaneve con-Dotto.”
Abbiamo girato un breve film, circa un minuto con tutto il montaggio. Editato, caricato, visto in loop, trasformato in bozza, cancellato. Dentro di noi ancora manca l’appiglio alla sicurezza. Avevamo iniziato, piano piano, in mesi ed anni, a fidarci del prossimo, superando, in parte, valicando gli scogli della paura e accettando siffatta realtà: l’amore porta solo tormento, delusione e dolore. Traendo conclusioni, alludendo ad una positività prosaica, constatiamo di star scrivendo di più, creando di più e, solo leggermente, morendo dentro.
Letture del momento:
● Le Ferrovie; Stefano Maggi
● Delitto e Castigo; Fyodor Mikhailovich Dostoevsky
In merito a Malefatta e Punizione, siamo circa a metà del capitolo tre e mai ringraziato così tanto di non aver letto un libro prima. Se lo avessimo letto alle superiori (anziché annegarci in autori francesi e americani), saremmo 1) persone diverse, 2) forse peggiori ma 3) sicuramente avremmo scritto almeno due fanfiction. Mai kinnato1 un personaggio così tanto dal primo momento come Raskolnikov [tbh si, ma quanto ero adolescente].
- kinnare: da kin — quando un personaggio non solo piace, ma rappresenta parti di noi al punto di creare un’immedesimazione forte con esso. Diverso da “stannare”, da stannig, che fa riferimento al piacere con accezione passionale, carnale, ossessiva. ↩︎






Lascia un commento