Terzo giorno di cura con antibiotico alle cefalosporine (penso che potresti morire). Il medico sta finalmente prendendo sul serio le nostre preoccupazioni e stiamo quasi coronando il sogno dell’estate in un sanatorio a Ginevra [sogno, sogno, grande sogno… Con un giro a Villa Diodati, quella di Byron dove Mary scrisse Frankenstein].
In data stellare 1707.24 siamo andare nella KapitaleEkonomica e della M0da alla laurea della nostra amiKetta. Nove del mattino nel villaggio-cemento che è la Bicocca, un’ora e mezzo dopo il prosecco era ancora fresco ma la nostra temperatura volava pericolosamente verso un “troppo alto — alert — pericolo”. AmiKetta ha proposto di rinfrescarci al bar di Luca&Sissy con negroni (non campari) e olive di Kalamata direttamente dagli orti ellenici dei genitori di lei. Noi abbiamo preso un vino bianco.
Dentro in seduta eravamo spaziate, sguardo fisso nel vuoto e occhio lucido nemmeno l’amiKetta fosse mia figlia. Tra le file di blazer sgargianti e tacchi bianchi, fiori e corone e bolle di sapone e coriandoli e genitori e amici e fidanzati… Riuscivamo solo a pensare alle nostre proclamazioni rubate, alla triennale conseguita in una Italia divisa per fasce color-contagio e noi davanti al pc col nonno e lo stream live su twitch e al master, per il quale abbiamo passato il Rubicone scendendo a Roma da sole e dove da sole siamo rimaste sempre. Dobbiamo spezzare una lancia a favore dell’esperienza romana perché la host-mom era gentilissima e addirittura ci comprò la caffettiera! Soprattuto non possiamo dimenticare come festeggiamo poi, scendendo in centro con una famiglia sconosciuta incontrata fuori dall’univerisità, loro andavano a mangiare, noi a cercare una granita, il Parthenone e un meritato aperitivo sovraprezzato davanti qualche monumento non transennato. Non abbiamo trovato nulla se non scrosci di pioggia [come la prima volta che scendemmo a Napoli: allerta meteo arancione. C’era talmente tanta nebbia e umidità che quasi mi sentivo nuovamente in alta padania], tra uno scroscio e l’altro, un ombrello rotto e un diversi portici per riparaci abbiamo incontrato Ethan, dal Lincolnshire, nella nostra medesima situazione. Nel primo momento di quiete siamo corsi verso il pub irlandese che avevamo cercato prima su maps. Una volta entrati siamo rimasti schiacciati da una calca di tifosi scozzesi in pre-partita per i Celtics, tanto che verso le 19 arrivarono anche due camionette degli sbirri azzurri “giusto pe’ stare tranquilli, signorì, che questi bevono” — Italia rinomata patria dell’astemia.
Seduti nel piccoli tavolini-bersò sul marciapiede, lontani dalla calca ma al soldo della frescura umida di un novembre piovoso, abbiamo brindato al mio master. Poco dopo una coppia ci ha chiesto se poteva sedersi con noi e abbiamo brindato tutti insieme con un giro di Pilsner Urquell offerto da loro, originari della Repubblica Ceca e membri di una band con le vibes perfette da Eurovision. Ricapitolando, sono nell’urbe da sola con un ragazzo inglese ed una coppia ceca a parlare di Dario Argento e del piccolo museo a lui dedicato sito nei pressi del Vaticano. Ho parlato loro di Stefania, quella mia amica che aveva collaborato ai fondali per il revival di Suspiria, loro mi hanno parlato di Alberto Sordi e Monica Bellucci. Al terzo giro ci siamo salutati e siamo dipartiti ognuno per la propria strada, noi in taxi perché l’idea di prendere un pullman e poi la metro e poi un altro autobus e poi il pezzo a piedi era un deterrente abbastanza forte considerando che s’erano fatte le 21 passate e non avevamo ancora mangiato niente dal giorno precedente (troppo perse a fare altro). Taxi onestissimo, 21€ per attraversare la città nota per il fratricidio fondante. A casa quella sera preparammo un veloce ramen con zucchine e guardammo il Padrino pt.2, uno dei nostri comfort film. Finita la cena iniziammo a sistemare il tutto per la partenza il giorno successivo, valigia, cucina, biglietto di ringraziamento, doccia, pigiama e letto dove ci siamo addormentate con Michael Corleone e tutto il dramma di Fredo. La mattina, sollevate per il traguardo appena concluso ma col cuore affossato nel petto, abbiamo chiuso la porta e ci siamo dirette a Tiburtina, lasciandoci Roma alle spalle (per ora).
Il prossimo anno torneremo sicuramente a Roma per la laurea magistrale ma benché avessimo pensato di fermarci qualche giorno per visitarla, non ne siamo più così convinte da quando abbiamo realizzato che potremmo laureaci in luglio e noi col caldo ci andiamo d’accordo solo con l’aiuto di magnesio e potassio. Così come torneremo a Napoli per completare la visita (e mangiare un’altra pizza a portafoglio), così torneremo nella Città Eterna (quando il clima sarà a nostro favore) perché dal 2010 che leggemmo “Angeli e Demoni” che vogliamo fare il tour che Langdon percorse alla ricerca della tomba di Raffaello, visto che il Louvre cambiò il percorso dell’esposizione in seguito a “Il Codice DaVinci”, ma per spostare dei monumenti servirebbero tecnologie alle Despicable Me.
Domenica sera festa di laurea dell’amiKetta e per l’occasione abbiamo un vestito lungo in lino nero con scollatura a V che ha richiesto l’acquisto di un reggiseno a fascia, causando ilarità nellamiKetta quando glielo dissi “Perché? Li fanno anche per la tua taglia?“, neanche fossimo maggiorate come Hakufu Sonsaku1. Le abbiamo preso un pensiero che siamo certe apprezzerà perché sappiamo essere una cosa che le piace davvero tanto (spoiler: è un oggetto per la casa perché si è appena andata a convivere). Tornando al vestito, non siamo sicure di cosa indossare come accessori quindi abbiamo avuto la pensata alla Salma Hayek MTV Music Video Awards del 1998 dove capitata in un impasse simile, trovò la soluzione nei tatuaggi temporanei, creando l’iconico look con le farfalle tatuate. Hence, ci siamo procurate dei trasferelli anche noi. Great minds think alike e difatti abbiamo un pochino di dna genitoriale proveniente dalle stesse zone.
Terzo giorno di cure con antibiotico alle cefalosporine e broncodilatatore per aiutarci a respirare. Meglio di niente perché da novembre a marzo abbiamo vissuto in apnea, poi ci siamo piano piano sciolte e viste le conquiste di questi pochi mesi, non vediamo l’ora di vedere dove saremo tra sei mesi, tra un anno, tra cinque…
- questo manga rivisita in stile giappoCollegiale il “Romanzo dei Tre Regni“, uno dei grandi romanzi classici della tradizione cinese ↩︎






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