MayLOG 2010.24

MayLOG 2010.24

Nove giorni prima di vederci.

Angoscia esistenziale: stavo bene con te e stavo bene senza di te. Questo limbo mi logora e logora anche te e insieme siamo logorati dalle colpe della tua inettitudine, dalla tua incapacità ad agire sulle scelte. Il primo amore dura per sempre, vero, ma altrettanto fanno le ferite dell’anima. Pensavo fossi diverso, ti ho sempre creduto, mai dubitato eppure in questi mesi ho dovuto assistere alla tua trasformazione in tutto ciò che non avrei mai pensato tu potessi divenire. Ti ho visto cambiare, regredire alla forma base dell’uniforme che indossi. Dicevi che mai lo avresti fatto, che mai mi avresti tradita, eppure ho dovuto vivere un dolore così grande e così immeritato per il puro egoismo della tua anima marcia che dopo anni ad amare in giusto solo me, ha ceduto alle velleità del capriccio, scegliendo per compagna uno spirito che in sostanza ricalca le nostre ombre ma di parvenza le forme della tua genitrice. Il caro Freud ne avrebbe da dire (e non solo lui). Da quando ti sei fatto risentire sono tornata a stare male, l’inquietudine, l’ansia, lo stomaco chiuso e il bisogno di farmi del male. Avevo superato tante macchinazioni deleterie per la mia persona, stavo tornando alle porte dei cancelli della pace interiore, poi mi hai chiamato. Mi dici che però è un segreto, che sei confuso e la tipa non lo sa, che io sono stata tutto, tanto, troppo per te ed il ricordo di me si sovrappone alle realtà di lei, sostituendola. Mi dici che non puoi farne a meno e mi mandi segnali e messaggi e parole per lasciarmi ad aspettarti col cuore gonfio di dolore, l’anima trafitta dalle tue bugie mentre scivoli nel corpo di un’altra, alla quale nascondi i tuoi veri sentimenti ma ti capisco, lei è facile, delle tue zone, tuo dialetto e fisionomia, tuoi stessi usi e costumi e infatti per lei non ci sono i paragoni con le moglie, compagne, ragazze dei colleghi (perché non l’hai mai presentata). Noi soggette allo scrutinio, l’ingiuria, lo scherno solo perché non come la mogli di quello o la ragazza di quell’altro perché la triste verità della nostra storia è che io ti ho amato più di quanto avrei potuto immaginare di amare qualcuno, mentre tu hai sempre e solo amato l’immagine di me che ti eri creato e quando questa idealizzazione è scemata, così anche il tuo amore per me. 

Penso alle menzogne che hai detto, a me, a lei, a te stesso. Penso alle lascive e languide telefonate, ti penso, mi manchi, ricordi quando stavamo bene insieme? Ora sto con “questa persona… Sai “quella persona”, sai “la ragazza”. Scollegata, mai qualificata, mai un pronome possessivo ad identificarla oltre “quella”. Dopo qualche tempo ho realizzato che è una copia di tua madre, foto sovrapponibili, dov’è l’amore nell’ossessione edipica?

E ora che sei lontano ti stai rendendo conto di tutto quello che avremmo potuto costruire, vivere e creare insieme. Solo che tu hai deciso di tradire la nostra storia, il mio ricordo, sostituendomi in due mesi con la prima che ti è venuta a parlare usando “ja” come intercalare, una che mangia tutto e si lamenta poco, in lei hai trovato la facilità che cercavi e se davvero ti piace così tanto, perché continui a pensare a me? Se davvero lei ti piace così tanto, perché mi cerchi? Se davvero lei ti piace così tanto, perché negli scenari immaginari del futuro vedi me al tuo fianco e non lei? Sopratutto, se davvero ti piacesse così tanto, non saresti tornato a scrivermi e non arroccare la scusa del “mi sono commosso quando ho ricevuto il biglietto di compleanno” perché quel gesto è nato dalle profondità della mia bontà di spirito, senza secondi fini se non quello di voler condividere un momento speciale con qualcuno che pensavo ancora ricambiasse il mio amore. L’inganno e la beffa e la truffa, oh Percy, io non so se riuscirò più a vederti con gli stessi occhi colmi d’amore ora che le certezze di rettitudine che avevo sulla tua persona sono scemate nel peggior del modi. Forse è vero quando dicono che solo nella morte e nella distanza si conserva il ricordo più puro — e forse avrei preferito che tu fossi onesto abbastanza da nominarmi questa ragazza, visti i nostri trascorsi, anziché nasconderla. E da amica e amate, col cuore aperto ti dico: lasciala, lasciala perché non merita di stare con una persona che millanta amore pensando a me, che mi cerca nelle ombre del suo viso, nei suoi modi di fare, di dire, di pensare. Lasciala perché non merita di soffrire per uno che l’ha sempre amata solo per circostanza. Lasciala perché non c’è veramente amore per una persona che hai trattato come un bene succedaneo solo per colmare il vuoto della mia persona.

EDIT: 1011.24 mi chiedi di gliere il post che lei potrebbe leggere e rimancerci male e l’ho fatto, ma riflettendo no, non è un problema mio se non vuoi che lei venga ferita dalle mie parole perché ignara di tutto, quanto tu l’hai obbligata a vivere in una relazione tessuta su menzogne sotto il falso nome di omissioni. Che le tue colpe siano tue da espiare.

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• MayVe •

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