Ieri entriamo al CAF allo spaccare dell’ora, consapevoli che tanto avremmo aspettato. Alla reception ci accoglie LaBea, nostra consulente dell’ultima volta che si è prodigata nello spigarci minuziosamente ogni parte della pratica del 730. Abbiamo scordato il tutto col tocco dell’asfalto di via Luini, una specie di portale Oz-Kansas traslato sul CAF-Oblio. Strepitosa in tinta verde a risaltare il capello corvino ci accoglie trillando “Bentornate, tra poco vi chiama la collega.” Il voi come pronome scelto dopo una lenta macchinazione in seguito a logorreiche domande poste la scorsa volta, con quell’ironico sapore nostalgico che regala Varisium sotto la pioggia autunnale. Incontro terminato nel nulla più totale causa mancanza documenti adeguati. Non che questa volta la preparazione fosse assai migliore se non per l’aver portato il pc, spalancato gli occhioni e appellato al senso materno di Giovanna, la nostra consulente della giornata. Pacatamente ha chiesto lo SPID per entrare nel nostro KassettoPHiscale e atteso il reset della password, cliccando attraverso la fessura-documenti del pannello-anti-k0vid e scaricando allegati che ha poi provveduto a stampare e sistemare al posto nostro (forse per pietà, forse per non vederci più).
Le gentilezze non sono mai vane né fini a loro stesse. Troviamo e lasciamo un pezzo di villaggio in ognuno di questi atti d’amore, non importa quanto piccolo, giacché anche un sassolino può far straripare il mare.





Lascia un commento